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17 ottobre 2016

I migliori canali di Paid Advertising per il successo di un eCommerce

Quale strategia di Paid Advertising è più adatta a una realtà di shop online? Ecco i consigli degli esperti di Boraso.

Per quanto un eCommerce possa essere funzionale e usabile, per crescere ha bisogno di essere visibileQuali sono però i canali di Paid Advertising da sfruttare per incrementare il proprio business? In questo articolo sono riportati i consigli degli esperti di Paid Advertising di Boraso; un utile spunto per le valutare le proprie scelte strategiche.

Il punto da cui è importante partire è un'analisi dettagliata del proprio settore e competitor, in modo da definire gli obiettivi utili a delineare un efficace piano strategico.

Una volta definito chiaramente il posizionamento e i traguardi che s'intendono raggiungere, vediamo quali sono i  servizi e le piattaforme che utilizzano gli esperti di Boraso per acquisire in Prospecting nuovi utenti in target o per inseguirli con il Retargeting tradizionale e/o dinamico:

  1. SEA (Search Engine Advertising) 

    Questo canale di permette di ottenere traffico qualificato e interessato all'offerta in modo mirato e geolocalizzato: è possibile quidni decidere dove e a chi sarà visualizzato l'annuncio pubblicitario. I principali esempi di SEA sono:  Google AdWordsBing Ads.

  2. PLAs - Product Listing Ads

    Le PLA sono annunci illustrati con immagini sulla rete di ricerca di Google; per attivarli è necessario avere un account Google Adwords collegato all’account google merchant, su cui caricare una lista prodotti (feed) con una serie di campi obbligatori oggettivi dei prodotti che si hanno nell’eCommerce (nome dell’articolo, descrizione, condizione, google product category, categoria nell’e-commerce, link alla pagina prodotto, link all’immagine, prezzo, brand, codice GTIN, disponibilità).

    Appena si attiva la campagna, gli annunci con le foto PLA appariranno in un box dedicato tra gli annunci di ricerca di Google (rete di ricerca), sui siti partner di ricerca di Google e su Google Shopping . Gli utenti che cliccano sugli annunci verranno reindirizzati sulla pagina del prodotto all’interno del sito dell’inserzionista (che paga un costo per click), dove potranno comprare direttamente l’oggetto promosso.

    I principali vantaggi di questo tipo di campagne sono maggiorni volumi di traffico, lead più qualificati, maggiore facilità di gestione delle campagne orientate alla vendita al dettaglio e una presenza più ampia e massiva.

  3. Display Advertising (Text, Banner, Video, Mobile)

    La Display Adverting rappresenta la trasposizione digitale della tradizionale pubblicità offline di quotidiani e riviste. È una tipologia di pubblicità online che sfrutta l'impatto grafico per catturare l'attenzione degli utenti e utilizza gli spazi commerciali presenti sulla pagina di un contenuto per promuovere un prodotto o servizio. Lo stesso spazio pubblicitario può essere utilizzato da più annunci secondo la cosiddetta Ad Rotation, cioè una modalità di gestione degli annunci che compaiono a rotazione.  

    In termini di rete display, l’utente visualizza la pagina di un sito dopo aver cercato su un motore di ricerca. Questo tipo di consumatore, intercettato con gli annunci AdWords in rete display, è un passo avanti di quello che attua una search in rete ricerca perché ha già cercato e selezionato la risorsa di interesse. Gli attori principali di questo tipo di advertising sono: Google AdWordsData-Driven Programmatic Adv, ovvero RTB (Real Time Bidding), Private Marketplace, Preferred Deal, Programmatic Guaranteed, Data-Driven Dynamic Retargeting (es. Criteo, Perfect Audience), Email Retargeting (es. Sendroll) e YouTube Adv.

  4. Native Advertising

    È un contenuto sponsorizzato promosso e visualizzato all’interno dei contenuti offerti al lettori. A differenza della pubblicità tradizionale, che ha l’obiettivo di “distrarre” il lettore dal contenuto in modo da comunicare il messaggio, la Native Advertising punta a “immergere” la pubblicità all’interno del contesto. Infatti chi progetta e realizza campagne pubblicitarie native, non ha lo scopo di attrarre solo l’attenzione dell’utente, ma desidera creare un vero e proprio engagement. La pubblicità nativa ha come caratteristica fondamentale quella di non essere assolutamente interruttiva per gli utenti, in quanto il messaggio pubblicitario assume le stesse sembianze del contenuto diventandone parte, con l’obiettivo di catturare l’interesse dei lettori.

    Esistono due tipologie di Display Native Adv:

    - Sponsored Content: gli annunci si integrano perfettamente durante l’esperienza di utilizzo del contenuto aggiungendone un altro di inerente e interessante, indicando chiaramente l’inserzionista che c’è dietro (es. post sponsorizzato di FB).

    - Promotional Unit: feed base e annunci in-stream che calzano perfettamente come forma e fruizione. Sono unità promozionali che indirizzano l’utente alla pagine dell’advertiser. Si trovano nel feed di notizie oppure in fondo alle pagine. Aumentano le performance perché suggeriscono contenuto affine a quello che si sta leggendo. Alcuni esempi sono Ligatus e Taboola.

    I vantaggi

    - Non è una Adv puro ma una strategia integrata: aggiunge valore all’esperienza di navigazione.

    - Non è invasivo: viene inserito in un ambiente naturale per l’utente.

    - AdBlock non efficace: quindi le pubblicità compaiono anche se utente ha attuato AdBlock. 

  5. Social network advertising
    Si tratta di un’opzione molto interessante e sempre più sfruttata dalle aziende perché permette di far leva sulle caratteristiche specifiche di ogni social network per catturare l’attenzione dell’audience coinvolgendola in azioni all’interno di quei canali, portandola a visitare il sito web o gli stessi negozi fisici con coupon rilasciati tramite campagna pubblicitaria.

    Il principale vantaggio è di poter sfruttare le informazioni geografiche, demografiche e psicografiche fornite dagli utenti stessi, o desunte dalla loro attività all’interno dei canali, per confezionare annunci display mirati a un target molto profilato.

  6. Marketplace

    I marketplace sono siti che mettono in relazione venditori e acquirenti. Tra i più famosi ci sono eBay e Amazon. Esistono, inoltre, molte altre piattaforme settoriali, dedicate anche al business to business. A differenza dei comparatori, non prevedono un link di reindirizzamento verso l’ecommerce dell’azienda inserzionista. La compravendita avviene e si conclude all’interno del marketplace. Generalmente prevedono un canone mensile e una percentuale sulle vendite (CPA).

  7. Affiliate Marketing

    Si tratta di un modello che si basa sulla collaborazione congiunta fra tre principali soggetti: gli advertiser, i publisher e gli affiliate network.

    I primi, gli advertiser, sono i i siti ufficiali dei brand su cui è possibile effettuare gli acquisti. I secondi, i publisher, sono quelli che hanno invece il compito di promuovere tramite i loro spazi.

    Il successo dell’affiliate marketing è il risultato di una collaborazione attiva che vede al centro di tutto il network di affiliazione, che si occupa da un lato di portare maggior traffico possibile ai suoi advertiser e, dall’altro, di fornire a chi porta il traffico, quindi i pubblisher, le offerte più esclusive in base ai risultati ottenuti.

    Un equilibrio fondato su performance reciproche e su una stretta cooperazione fra tutti e tre i soggetti. Nessuna infrastruttura, nessun vincolo, si tratta di un business accessibile a chiunque abbia da investire tempo e volontà.

Conclusione

Per portare al successo un eCommerce è quindi necessario far ricorso a tutti questi strumenti? La risposta è: dipende. Ogni modello di business è differente e necessita di una strategia cucita ad hoc per raggiungere precisi obiettivi. In Boraso lavoriamo per offrire  la possibilità di acquisire utenti in target con il proprio business a favore della massimizzazione del profitto e degli obiettivi di conversione. 

Media Advertising | 17 ottobre 2016

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