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15 ottobre 2007

Intervista a minimarketing.it

Sitiwebmarketing intervista Gianluca Diegoli, in rete per tutti www.minimarketing.it

Chi è Gianluca Diegoli? Scrive un po' per scherzo, un po' per passione, un po' per non fare sport.
Adora studiare le frattaglie del marketing.
Non sopporta i personaggi che che "intorbidiscono l'acqua per farla sembrare profonda".
E' marketing e product manager da circa 10 anni.
Ha una certa esperienza nei servizi (e preferisce la carta, all'aria, per asciugarsi le mani)
E' uscito con la laurea in tasca dalla Bocconi, ma non può rivelare il passaggio segreto.
Usa e abusa di internet dal 1995, ma ammira quelli che la odiano.
Detesta l'uso di parole come execution e commitment. E anche deliverare e fasarsi.
Ama lo spam, legge sempre i pieghevoli dei supermercati, sperpera le autorizzazioni al trattamento dei dati personali, adora testare il supporto clienti.
Partecipa ai colloqui di selezione per curiosare indisturbato nelle aziende, e per poi farne report sul blog. Se volete assumerlo (CV), può essere utile sapere che è un 'considerate leader' .

Il bello di www.minimarketing.it è l´operatività schietta e la limpida osservazione del marketing moderno, commentata con ironia in ogni sua declinazione. E´ un po´ quello che noi di sitiwebmarketing vorremmo imparare a fare per quanto riguarda il web, con l´ambizione di offrire ad imprenditori e manager consigli e strumenti ´ buoni per ogni stagione´e soprattutto applicabili anche a chi non solo non può permettersi un marketing manager in azienda, ma ha anche il figlio che fa le buste paga.. ed è al timone di un´azienda ugualmente florida, e giustamente se ne vanta.

1) Ciao Gianluca, ci parli un po´ di te o di minimarketing? O di te&minimarketing..

Io e minimarketing... non siamo la stessa persona. Cioè, lui, minimarketing, è la parte che pensa senza porsi limiti di fattibilità od opportunità , osa, prova, discute, trova parallelismi o metafore che ti vengono in mente solo quando non sei ‘chiuso´ sul tuo lavoro quotidiano.
Anche se ormai siamo gemelli siamesi, e lui è in effetti più conosciuto di me.
Quando ho iniziato a tenere il blog, non avevo una chiara strategia nè un obiettivo, ma solo passione e voglia di scoprire. Il blog serviva per me, più che per gli altri. E´ così anche ora. Mi serve per ´ costringermi´â€“ ma in realtà è un piacere, ovviamente - alla autoformazione continua, a mantenere viva la curiosità , a scoprire nuove persone, nuovi trend e nuove idee in rete. Se questo però ha contribuito anche a diffondere a sua volta conoscenza e interesse per le forme nuove di marketing, ne sono più che contento.
A volte parlo con blogger che tengono un blog (professionale) in segreto, in quanto, mi dicono, ´ sai nelle PMI potrebbero licenziarmi per questo, non lo considerano lavorare´. Beh, io dico che se tu hai un blog e l´altro no, io assumo te, perchè la formazione te la fai da solo e in modo proattivo e non passivo, e questo è un risparmio e un vantaggio incalcolabile per la mia azienda. Poi con il blog comunque promuoverai indirettamente la mia azienda. E´ un concetto che può apparire coraggioso, ma di cui sono fermamente convinto.

2) Cos´è il marketing oggi? Quanto conta la rete per vendere?

Cosa sia il marketing oggi è una domanda da un milione di euro. Credo sia più facile dire cosa non sia. Il marketing non è più il trucco, la chirurgia estetica che ripara tutto, perchè il trucco viene scoperto molto prima di una volta. Il marketing è essere ´ tutt´orecchi´e l´umiltà di parlare e ascoltare i propri interlocutori/clienti sin dalle fasi di design del prodotto, essere vincenti attraverso la trasparenza: il marketing che funziona diventa sempre più comunicazione e interazione.
La rete per vendere? Non funziona, se l´obiettivo unico che abbiamo in mente è quello e soltanto quello. La rete per definizione è solo comunicazione bidirezionale. Si può solo essere acquistati, nel senso che le vecchie tattiche del venditore offline non si applicano per nulla: forse si applicano di più le tattiche del venditore da mercato ambulante, in cui relazione umana disinteressata, fiducia reciproca e passaparola si fondono in un concetto ‘primario´ di mercato che bisogna riscoprire.
Pensiamo anche ai motori di ricerca: il 90% degli acquisti inizia con una ricerca online o nelle community sociali (blog, forum, ecc.) di cui ci fidiamo, non con la pubblicità che facciamo finta di ascoltare. Questa è una rottura totale con il passato.

3) Il nostro è un pubblico di piccole e medie imprese che spesso faticano a permettersi un responsabile strategico, un brand manager e una divisione pr, in questo senso qual è la chiave per fare un buon marketing low budget?

Prima di tutto, bisogna definire quanto sia il low budget: spesso vedo aziende che organizzano convention costosissime o hanno sedi curatissime, ma con siti online che sarebbe meglio togliere di mezzo subito, piuttosto il nulla! Diamo al web – che è parte ormai irrinunciabile della vita delle persone - quanto era dato ad altri canali 10 anni fa, quanto spendevate per tutte quelle costose brochure patinate, non di meno. Stabilito quanto debba essere il ‘low budget´ minimo, direi di iniziare a ‘intrufolarsi´ nella rete, partecipare a forum, blog, commentare le notizie, leggere molto, facendosi magari all´inizio guidare da qualcuno che non vi vende il suo tempo per fare le cose ma per farvi capire e affiancarvi, farvi diventare rapidamente ´ adulti´nel mondo della rete.
E tenere in mente che in rete, tutto ciò che regali – in senso lato - alla conoscenza del tuo mercato, fatto di persone in rete, ti verrà ridato indietro con gli interessi. Se vai in rete con l´istinto del predatore, ne uscirai senz´altro male. E se non ci credi fino in fondo, aspetta.
In fondo la rete è low budget, ma necessità di molto tempo e di dedizione.

4) Cosa vedi nel futuro dei blog? Un grande successo o l´esplosione di una bolla? I corporate blog sono la naturale conseguenza dei blog di oggi o seguiranno una dinamica diversa?

I blog sono stati la prima pietruzza del grande ritorno di massa al web fatto dalle persone anzichè dalle aziende o dai giornali: ma comporta che molte persone debbano per forza scrivere per partecipare, il che non può essere vero per tutti. Per questo nuove forme di partecipazione stanno rubando spazio ai blog – reti sociali come Facebook o MySpace, Podcast, microblogging sociale come Twitter, e poi ci sono gli evergreen: community, forum, ecc.
Sui corporate blog il mio giudizio è sospeso: quando l´azienda, perchè è monopersonale o quasi, o perchè esiste un personaggio ´ carismatico´e bravo a comunicare e ascoltare la blogosfera, è in grado di generare un blog sì aziendale, ma che abbia un po´ di ´ sangue vero nelle vene´allora i risultati sono ottimi. In fondo ‘solo le persone possono bloggare, non le aziende´. Quando per corporate blog si intende l´area news appena rivisitata e con un tono informale, beh, non mi sembra questa gran rivoluzione. Forse è meglio iniziare altrove il percorso verso la rete.

5) Hai recentemente organizzato con grande successo i playoff dei blog di marketing emergenti, il fatto di premiare come fonti autorevoli blog spesso non strutturati (in cui manca un navigato manager o un docente) crea imbarazzi o ci dice che oggi la divulgazione in termini di marketing è cosa per molti?

Ehi, le buone idee non hanno bisogno di docenti! Tra l´altro, docenti illuminati hanno iniziato a usare il blog per condividere il pensiero e la conoscenza. In ogni caso c´è molta più ´ società aperta´nel circolo ´ virtuale´dei blog di marketing di quanta ce ne sia mai stata nel mondo accademico. Perfino nella prima fase di internet, i luoghi di discussione erano limitati e un po´ ´ costretti´: mailing list, qualche newsgroup, alcuni giornali online dove scrivevano sempre i soliti. Se hai buone idee e conoscenza, ora puoi emergere. Questa è la lezione. I Marketing Playoff erano un gioco, poco serio in apparenza, ma ha contribuito a far conoscere molti blog che parlano eccellentemente di marketing, e discutono tra di loro aumentando il livello della discussione di marketing in Italia. Non mi sembra poco. Anche se quei blog, prima o poi, sarebbero stati notati lo stesso!

6) Una curiosità : cosa pensi di google?

Google ha combinato negli anni scorsi la nitro-glicerina, cioè un algoritmo di ricerca assolutamente migliore dei precedenti associato a un fantastico sistema pubblicitario contestuale all´oggetto e all´intenzione dell´utilizzatore – spesso una ricerca finalizzata a un acquisto. Le due cose rappresentano tuttora il grande vantaggio competitivo di Google, che ha potuto usarlo per franare a valanga – e per la verità con prodotti eccellenti – su tutto ciò che esiste, email, IM, pagamenti, blog, aggregatori, statistiche, pubblicità contestuale sui contenuti, applicativi Office-like, gestone feed, ecc.
Credo che Google abbia due sfide davanti: la prima è trovare una nuova nitroglicerina applicata ai nascenti socialnetwork, la seconda è continuare ad apparire come non pericoloso per la privacy anche in presenza di una quota di mercato e di una pervasività delle proprie applicazioni che è è , se ci fermiamo a riflettere un attimo.

Intervista finita. Che dire, un grazie a minimarketing che ha detto la sua, sono queste le vere testimonianze da non perdere!

News | 15 ottobre 2007

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