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19 marzo 2012

La tua azienda su Pinterest in 5 minuti

Il logo di PinterestPerché dovrei esserci? Ci sono costi da sostenere? Come faccio ad iscrivermi e a fare notare la mia azienda?Quali sono i rischi legati al copyright?

Pinterest is an online pinboard. Organize and share things you love”. Deve ancora uscire dalla fase ad inviti, ma Pinterest sembra ormai essersi affermato come “il Social del desiderio”, soprattutto in settori produttivi come quello della moda, l’enogastronomia, il design, l’architettura. Tra gli elementi più “pinnati”, ovvero tra le foto e i video più condivisi su Pinterest, rientrano anche le infografiche che sembrano aver trovato su questo social il loro luogo naturale di raccolta.

Pinterest è una piattaforma – accessibile sia da Web che via mobile - di image content curation, che consente di aggregare attorno a specifici temi una serie di link e di immagini, ritenuti interessanti dagli utenti.

La crescita di Pinterest è stata rapidissima: si è passati dai 400.000 utenti unici di maggio 2011 ai quasi 12 milioni di gennaio 2012, con una permanenza media giornaliera sul sito di circa due ore.

L’80% degli utenti sarebbe donna, secondo gli ultimi dati diffusi da Comscore (si veda questa interessante infografica) e circa 1/5 degli utenti giornalmente attivi su Facebook lo sarebbe anche su Pinterest (che, d’altra parte, è una delle app che possono essere inserite all’interno della timeline di Facebook per dare risalto alle attività svolte al suo interno).

Al momento Pinterest è ancora in beta privata, quindi per iscrivervi dovete aver ricevuto un invito, cosa poi non così rara dal momento che gli utenti registrati sulla piattaforma a febbraio ammontavano già a 10.7 milioni. L’iscrizione e l’uso della piattaforma sono gratuiti.

Subito dopo aver effettuato l’eccesso – con iscrizione attraverso mail, oppure via Facebook o Twitter connect – vi sarà chiesto di scegliere alcuni temi di partenza in base ai quali Pinterest vi suggerirà gli utenti da seguire.

Il meccanismo del follow è piuttosto simile a quello di Twitter, ma funziona sia per gli utenti che per i temi: potrete, cioè, seguire un determinato utente, ed una, alcune o tutte le board da lui create. Una board è sostanzialmente una lavagna su cui vengono appuntati dei pin, cioè dei contenuti ritenuti rilevanti ed il cui url è legato ad un’immagine.

Le board possono essere curate esclusivamente dall’owner dell’account oppure essere collaborative, è cioè possibile invitare via mail altri contributors che potranno aggiungere contenuti sulle board da voi create. Ogni board avrà inoltre un titolo e potrà essere classificata secondo una delle categorie offerte da Pinterest.

I pin pubblicati potranno essere “repinnati” cioè ripubblicati all’interno di una delle proprie board (si stima che l’80% dei pin siano effettivamente dei “repin”), oppure sarà possibile semplicemente esprimere un like (analogamente a quanto avviene su Tumblr) agli elementi di nostro interesse. Sui profili utente sarà poi possibile consultare la lista degli elementi per i quali è stato realizzato il like.

Quando si “pinna” un elemento è possibile twittare anche l’azione compiuta, contribuendo così a dare risonanza a quanto realizzato. Su ogni pin, inoltre, è possibile esprimere un Facebook like, twittarlo, embeddarlo o inviarlo via mail.

Dal 16 marzo sono stati attivati i nuovi profili utente che forniscono indicazioni chiare sul numero di pin generati, sulle board create, sui followers/following e, in generale, sulle attività dell’utente.

Come può essere utile per il vostro business?

A livello di referral, è stato rilevato che Pinterest da solo genera più traffico verso i corporate blog di YouTube, Google+ e Linkedin messi insieme e dunque costituirebbe un utile vettore di traffico verso i siti aziendali.

Inoltre Pinterest ha il pregio – grazie alla sua “sintassi per immagini” – di fungere da vetrina dei propri prodotti, come d’altra parte dimostrato dal rapido accorrere dei brand sulla piattaforma che hanno cominciato così a sperimentare anche possibili soluzioni di marketing e campagne su Pinterest.

D’altra parte è interessante notare che – sebbene le attività consentite dalla piattaforma (creazione di board, pin/repin, like, etc.) siano precluse ai non iscritti – tutti possono però vedere pin e boards, il che conferma la natura da vetrina della piattaforma.

Pinterest non è necessariamente adatto a tutti i brand, o meglio, è chiaro che funziona particolarmente bene con marchi che o hanno una forte presenza visiva (sia perché producono oggetti tangibili sia perché questi oggetti sono adatti ad essere “raccontati” per immagini) o hanno uno storytelling forte da rappresentare attraverso le immagini.

Ma va bene anche per chi produce servizi, purché siano “documentabili” in forma fotografica o con dei video, altra ottima “cartuccia” da sparare attraverso questo social.

La questione legata alla gestione delle immagini e dei video è però uno dei punti problematici di Pinterest, tanto che a febbraio Flickr ha vietato la condivisione su Pinterest di immagini protette da copyright.

Prima di cominciare a pinnare, leggete bene i termini d’uso della piattaforma: è infatti possibile condividere solo immagini di cui si detengono i diritti e la condivisione delle stesse cede a Pinterest un diritto gratuito e perpetuo alla loro diffusione.  La questione non è stata chiara fin da subito e da molti non viene affatto accettata, come dimostrato ad esempio dall’appello lanciato il 5 marzo scorso da Knoed, studio di design di Chicago, che ha generato un enorme successo.

Insomma se decidete di essere presenti su Pinterest tenete a mente queste regole e consigli:

  1. Trovate dei motivi e delle immagini rilevanti per raccontare il vostro brand o la vostra azienda.
  2. Organizzate le boards facendo leva sui core values del vostro business (sicuramente se li raccontate attraverso le immagini resteranno più impressi nelle menti degli utenti ed avranno più chances di essere repinnati).
  3. Repinnate i contenuti che ritenete interessanti: se parlate solo di voi rischiate di diventare noiosi e i monologhi non sono fatti per i Social Media.
  4. Attenzione ai diritti d’autore sulle immagini!
  5. Seguite gli utenti per voi più interessanti e “compatibili” con il vostro brand: se c’è una cosa che i Social hanno dimostrato è che si può sempre imparare. Da chiunque.

A questo punto siete pronti per cominciare la vostra esperienza con Pinterest, che di certo rappresenterà un notevole plus per il vostro brand in rete.

 

MiniGuidaWeb del 19/03/2012

Autore: Emanuela Zaccone

Social Media e contenuti | 19 marzo 2012

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