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27 febbraio 2007

Low cost marketing? Commenti

Di seguito un commento all'articolo di Marco Bettiol su firstdraft "low cost marketing"

Ieri sono stato a Google Italia a parlare anche di questo con il responsabile pr Stefano Hesse. Alla mia richiesta se google spende in marketing ´ tradizionale´(affissioni, giornali, tv) ha risposto dicendo che google punta sul proprio prodotto (le adwords e youtube, come mediaset che fa pubblicità su mediaset) e su direct marketing ed eventi. Qualche campagna nella stampa specializzata è riservata a prodotti particolari assolutamente B2B. Tutto questo conferma quanto sostenuto da Marco Bettiol, oltretutto è verissimo che gli strumenti come la tv e i giornali possono essere utilizzati per creare curiosità o attesa attorno a forme di comunicazione più ricche (perchè multimediali e polisensoriali) e più complete (un sito è più vicino ad un´azienda traslata sul web che ad una pubblicità allargata), questo spiega anche il ricordo sempre più pesante a forme di guerrilla marketing e affini e la ricerca della propagazione virale anche nei biscotti in offerta a 0,99 (gli eccessi non mancano mai, sono errori che in una fase pioneristica del marketing multimediale come quella italiana possono essere accettati). Metto in risalto tre temi:

- la moneta di internet è il tempo: il principale protagonista dei siti, blog, wiki è il contenuto. Bisogna avere qualcosa da dire per essere ammessi nel mondo ultrameritocratico del web 2.0, google ti da il voto, oknotizie ti da il voto, i blogger ti linkano se sei bravo.. se non sei bravo sei fuori (o fai trash che tira sempre.. anche sul web). Essere bravi richiede tempo, per pensare, per scrivere, per dire. In azienda manca di solito il marketing manager, possiamo pensare al web marketing manager o al content marketing manager quando nel 90% dei casi le nostre aziende hanno meno di 9 dipendenti? No, ecco perchè l´imprenditore da casa sua può scrivere sul blog, ci vuole tempo ma è tutto sommato divertente e chi lavora con la qualità ha sempre qualcosa da dire.
Una buona web agency con l´equivalente di 2 mensilità di un 30 moduli in 10 edizione di freepress (giusto per essere operativi, diciamo 4.000 euro) ti fa un bel sito, poi per farlo crescere ci sono vari modi, si può pagare google, si può pagare la web agency o si può scrivere, dire, fare. Ecco perchè il marketing 2.0 è low cost.

- le piccole e medie: il problema più grande a mio avviso è delle medie imprese che hanno una struttura di marketing di solito condervativa ma stanziano budget ed inseguono una crescita costante al grido di ´ vade retro ignoto´, tutto ciò che non è pianificato non lo vogliamo. In questo contesto essere innovatori è una sfida da capitalismo personale più che da azienda, e chi può far cambiare rotta è solo uno (o più) dipendenti che capiscono cosa bolle in pentola.

- avrà un seguito su marketingarena perchè credo che l´argomento sia da sviluppare soprattutto sul tema: il web marketing è morto. Credo che il marketing digitale cresca molto più in fretta rispetto all´invecchiamento anagrafico dei responsabili di comunicazione di molte grandi aziende (per capire cosa intendo chiedere a google cosa è successo allo IABforum quando Malgara ha detto ´ in internet si vende solo il vanghetto di Silea´). Questo significa che presto le necessità di comunicazione strideranno con le competenze dei baroni della comunicazione, e ci sarà da ridere. Ma non vi rovino la sorpresa

Giorgio

News | 27 febbraio 2007

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